Mantegna - Un artista per tre città HOMEPAGEEnglish Site


Verona - Gran Guardia

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Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500

Verona, Gran Guardia

A Verona il nucleo della mostra sarà rappresentato dalle due grandi commissioni pittoriche realizzate da Andrea Mantegna per la città: il Trittico di San Zeno del 1456-1459, voluto dall’abate di origine veneziana Gregorio Correr, e la Madonna in gloria fra santi e angeli, nota come Pala Trivulzio, eseguita per gli olivetani di Santa Maria in Organo, del 1497, ora al Castello Sforzesco di Milano, e sulla capacità che esse hanno avuto nel suscitare uno dei periodi più alti della storia artistica veronese, come sottolineò per primo, fin dalla metà del Cinquecento, Giorgio Vasari e poi grandi studiosi dell’età moderna come Bernard Berenson, Rudolph Wittkower.

Punto di partenza ineludibile per gli artisti veronesi del periodo, queste due eccezionali opere rappresentano, idealmente ma anche praticamente, l’inizio e la fine dell’intervallo temporale entro cui si sviluppa l’arte del primo Rinascimento nella città scaligera.
Da questi cardini fondamentali, accostati a disegni preparatori e a calzanti confronti con altri dipinti e incisioni di Andrea, la mostra intende partire per presentare il multiforme mosaico culturale veronese, dal quale emergono personalità di grande interesse: Francesco Benaglio (circa 1432-1492), Francesco Bonsignori (circa 1460-1519), Liberale da Verona (1445- 1526/29), Francesco Dai Libri (circa 1474 – 1555), Girolamo Dai Libri (circa 1452 – prima del 1514), Domenico Morone (circa 1442- dopo il 1518) e i suoi allievi, diventano così protagonisti di un periodo che ha visto Verona rendere omaggio a Mantegna ma guardare con eguale interesse ad altri centri artistici e trovare una propria intensa ed affascinante identità.

Se le influenze di Andrea Mantegna sono infatti innegabili, altrettanto evidenti sono i rapporti tra i veronesi e la cultura di ambito squarcionesco-donatelliano, le aperture a Venezia nel momento in cui era all’apice il confronto Giovanni Bellini - Antonello da Messina e si diffondeva la pittura narrativa di Carpaccio, i legami con Mantova e quindi con la pittura lombarda anche dopo la morte di Mantegna.
Vera e propria ricostruzione di un contesto artistico e culturale nell’arco di cinquant’anni, l’esposizione sarà corredata oltre dalla pittura, da ampie sezioni dedicate al disegno, alla scultura, alla miniatura, all’architettura, alla medaglistica e all’editoria, con codici e incunaboli la cui produzione costituisce una delle avventure più affascinanti del periodo. Essa inoltre sottolineerà le relazioni fondamentali tra pittura e miniatura, con Liberale da Verona e Francesco e Girolamo dai Libri, tra pittura e scultura, con fra Giovanni e Giovanni Zebellana, tra pittura su tela e affresco, con Domenico e Francesco Morone. La critica ha inoltre evidenziato la grande abilità disegnativa di alcuni dei maestri veronesi, in particolare Francesco Bonsignori, da analizzare in stretto confronto con l’intero corpus grafico di Mantegna, che verrà presentato in questa sede.

Un’ampia sezione sarà dedicata alla cultura antiquaria e architettonica veronese stimolata dalla conoscenza dell’opera del grande padovano e delle imponenti testimonianze dell’architettura classica. Saranno presentati significativi elementi architettonici, vicino a importanti rilievi archeologici, provenienti da edifici rinascimentali, modellini lignei appositamente realizzati (in primis la celebre Loggia del Consiglio attribuita tradizionalmente a fra Giocondo, suggestivo fulcro della sezione) e, accanto a questi, una selezione di medaglie coniate da artisti veronesi, dai prototipi di Pisanello ad esemplari di Matteo de’ Pasti, Pomedello e Giovan Francesco Caroto.

Non meno rilevanti, tra le sfaccettature della produzione artistica locale di ispirazione antiquaria, sono la pittura di “cassoni” e l’arte della tarsia lignea, campi di applicazione nei quali i veronesi sono tradizionalmente riconosciuti tra i maggiori specialisti del tempo, rappresentati in mostra da alcuni esemplari di grande impatto estetico. Saranno esposte circa 220 opere provenienti da oltre 100 tra le più prestigiose istituzioni culturali, con prestiti da Amsterdam, Berlino, Boston, Cracovia, Londra, New York, Parigi, Vienna, Washington, Milano, Venezia, Firenze, Roma.

Dopo la mostra su Pisanello del 1996 che ha richiamato l’attenzione del grande pubblico e degli studiosi sulla realtà artistica della città, l’esposizione “Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500” si configura come logica prosecuzione di una ricerca critica già iniziata, e l’avvio di un percorso espositivo ricco di spunti per ulteriori eventi culturali.