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Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana Promotori e SponsorsMinistero per i Beni e le Attività Culturali Comitato Nazionale per le Celebrazioni del quinto centenario della morte di Andrea Mantegna Comune di Verona Assessorato alla Cultura Musei d’Arte e Monumenti Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico per le province di Verona, Vicenza e Rovigo Regione del Veneto Fondazione Cariverona Con il sostegno di Banca Popolare di Verona Con la collaborazione di Provincia di Verona Con il contributo tecnico di Agsm Verona Si ringrazia Aeroporti Sistema del Garda Fondazione Arena di Verona VeronaFiere AMT – Verona APTV – Verona Direzione della mostra Paola Marini Cura della mostra Mauro Cova, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico delle province di Verona, Vicenza e Rovigo Sergio Marinelli, Università Ca’ Foscari di Venezia Paola Marini, Direttrice Museo di Castelvecchio Progetto allestitivo Maxim Ketoff, SARL Architecture Urbanisme Muséographie, Parigi Coordinamento organizzativo Museo di Castelvecchio Corso Castelvecchio 2 37121 Verona tel 045 8062611 fax 045 8010729 Servizi di accoglienza e promozione Ingegneria per la Cultura - Gruppo Civita Verona ‘83 Catalogo Marsilio Ufficio Stampa Studio Esseci – Sergio Campagnolo Tel. 049 663499 www.studioesseci.net Progetto grafico della comunicazione Fabrica (Isotta Dardilli) con la collaborazione di: Ingegneria per la Cultura - Gruppo Civita Informazioni e prenotazioni www.andreamantegna2006.it Tel. 199 199 111 dall’estero +39 02 43353522 |
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Guarda la Visita Virtuale Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500Verona, Gran GuardiaA Verona il nucleo della mostra sarà rappresentato dalle due grandi commissioni pittoriche realizzate da Andrea Mantegna per la città: il Trittico di San Zeno del 1456-1459, voluto dall’abate di origine veneziana Gregorio Correr, e la Madonna in gloria fra santi e angeli, nota come Pala Trivulzio, eseguita per gli olivetani di Santa Maria in Organo, del 1497, ora al Castello Sforzesco di Milano, e sulla capacità che esse hanno avuto nel suscitare uno dei periodi più alti della storia artistica veronese, come sottolineò per primo, fin dalla metà del Cinquecento, Giorgio Vasari e poi grandi studiosi dell’età moderna come Bernard Berenson, Rudolph Wittkower.
Punto di partenza ineludibile per gli artisti veronesi del periodo, queste due eccezionali opere rappresentano, idealmente ma anche praticamente, l’inizio e la fine dell’intervallo temporale entro cui si sviluppa l’arte del primo Rinascimento nella città scaligera.
Se le influenze di Andrea Mantegna sono infatti innegabili, altrettanto evidenti sono i rapporti tra i veronesi e la cultura di ambito squarcionesco-donatelliano, le aperture a Venezia nel momento in cui era all’apice il confronto Giovanni Bellini - Antonello da Messina e si diffondeva la pittura narrativa di Carpaccio, i legami con Mantova e quindi con la pittura lombarda anche dopo la morte di Mantegna. Un’ampia sezione sarà dedicata alla cultura antiquaria e architettonica veronese stimolata dalla conoscenza dell’opera del grande padovano e delle imponenti testimonianze dell’architettura classica. Saranno presentati significativi elementi architettonici, vicino a importanti rilievi archeologici, provenienti da edifici rinascimentali, modellini lignei appositamente realizzati (in primis la celebre Loggia del Consiglio attribuita tradizionalmente a fra Giocondo, suggestivo fulcro della sezione) e, accanto a questi, una selezione di medaglie coniate da artisti veronesi, dai prototipi di Pisanello ad esemplari di Matteo de’ Pasti, Pomedello e Giovan Francesco Caroto. Non meno rilevanti, tra le sfaccettature della produzione artistica locale di ispirazione antiquaria, sono la pittura di “cassoni” e l’arte della tarsia lignea, campi di applicazione nei quali i veronesi sono tradizionalmente riconosciuti tra i maggiori specialisti del tempo, rappresentati in mostra da alcuni esemplari di grande impatto estetico. Saranno esposte circa 220 opere provenienti da oltre 100 tra le più prestigiose istituzioni culturali, con prestiti da Amsterdam, Berlino, Boston, Cracovia, Londra, New York, Parigi, Vienna, Washington, Milano, Venezia, Firenze, Roma. Dopo la mostra su Pisanello del 1996 che ha richiamato l’attenzione del grande pubblico e degli studiosi sulla realtà artistica della città, l’esposizione “Mantegna e le Arti a Verona 1450-1500” si configura come logica prosecuzione di una ricerca critica già iniziata, e l’avvio di un percorso espositivo ricco di spunti per ulteriori eventi culturali. |
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