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Sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana PromotoriMinistero per i Beni e le Attività Culturali Comitato Nazionale per le Celebrazioni del quinto centenario della morte di Andrea Mantegna Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te Comune di Mantova Provincia di Mantova Regione Lombardia Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Brescia, Cremona e Mantova Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura di Mantova Fondazione Monte dei Paschi di Siena Fondazione Banca Agricola Mantovana Main Sponsors Banca Monte dei Paschi di Siena Banca Agricola Mantovana Eni Sponsors Marcegaglia Consorzio Latterie Virgilio Aermec Sponsor tecnici Davide Groppi Messaggerie del Garda F.lli Claudio e Carlalberto Corneliani Medianet Marenghi 1690 Apam Esercizio Centro Commerciale "La Favorita" Corpo Vigili Giurati Mantova Aon Antenna Audio Italia Organizzazione Centro Internazionale d’Arte e di Cultura di Palazzo Te Tekne – Associazione Culturale Catalogo Skira Mostra a cura di Mauro Lucco, Università degli Studi di Bologna Progetto allestitivo Studio Giampaolo Benedini Progetto grafico Fabrica (Isotta Dardilli) In collaborazione con Skira Ufficio stampa Mara Vitali Comunicazione Lucia Crespi Tel. 02 73950962 Informazioni e prenotazioni www.andreamantegna2006.it www.centropalazzote.it Tel. 199 199 111 |
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Mantegna a Mantova 1460 – 1506Fruttiere, Palazzo TeArrivato a Mantova nel 1460, dove rimase fino alla morte avvenuta nel 1506, Mantegna diviene pittore di corte dei Gonzaga, riservando il suo genio, per massima parte, al servizio esclusivo della famiglia. Fu, infatti, Ludovico Gonzaga a richiedere fortemente la presenza del pittore a corte, ove dipinse alcune delle sue opere più celebri che sono andate ad arricchire le collezioni dei più importanti musei italiani e stranieri. Il Mantegna, considerato come un “carissimum familiarem” – secondo la definizione data dallo stesso marchese Ludovico - godeva nella vivacissima corte dei Gonzaga di molto prestigio, non solo grazie alle numerose opere realizzate per gli illustri committenti ma anche per la sua fama di massimo esperto di antichità romane, maturata nel soggiorno padovano dove ebbe modo di stringere amicizia con due dei più importanti “antiquari” dell’epoca, Giovanni Marcanova e Felice Feliciano. Alle tracce indelebili dell’arte del Mantegna lasciate a Mantova e alla pittura mantovana nel periodo di “interregno” tra la morte del Maestro e l’arrivo, nel 1524, dell’altro grande genio che illuminò la città, Giulio Romano, sarà dedicata la mostra “Mantegna a Mantova 1460 – 1506”, che riporterà nella città lombarda molti dei capolavori del maestro realizzati in quegli anni, alcuni dei quali mai esposti in Italia, ed eccezionalmente concessi per l’occasione dai più importanti musei italiani e stranieri. Alle numerose opere di Mantegna tra cui ricordiamo, la Madonna con Bambino detta Madonna delle cave dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, i due monocromi Giuditta e Didone del Museum of Fine Arts di Montreal, la Sacra Famiglia con Santa Elisabetta e il Battista bambino dal The Kimbell Art Museum di Fort Worth, La Vestale Tuccia e Sofonisba dalla National Gallery di Londra, i due straordinari dipinti provenienti dal Louvre, Minerva che caccia i vizi e Giudizio di Salomone, si aggiungeranno opere importanti di Lorenzo Costa e di chi ha lavorato nel suo tempo, come Nicolò Solimani, Francesco Bonsignori e il fratello Girolamo, Lorenzo Leonbruno, Bernardino Parentino, Gian Francesco Caroto, Vincenzo Civerchio, Girolamo da Treviso il Giovane, Gian Francesco Tura, Francesco Verla, nomi senz’altro meno conosciuti dal grande pubblico, ma autori di opere tecnicamente eccellenti, cariche di influssi mantegneschi ma al tempo stesso autonome nel loro percorso creativo, prendendo perciò in esame circa sessant’anni della magnifica arte in voga alla corte dei Gonzaga. A Mantova il Mantegna entrò in contatto con la dirompente arte del Leon Battista Alberti che sarà protagonista in città con alcuni dei suoi lavori fondamentali: le chiese di Sant’Andrea e di San Sebastiano. Dalla suggestione albertina e dagli studi sui rapporti tra architettura e decorazione dipinta avviati fin dai suoi esordi patavini, a Mantova il maestro realizzò alcuni tra i suoi massimi capolavori, a partire dalla decorazione della Camera Picta detta degli Sposi, affrescata nel Castello di San Giorgio e considerata fin da subito una delle meraviglie di quell’età ed esempio più alto dell’arte del Mantegna, grazie anche all’originalissima idea dello sfondamento illusivo del soffitto. Proprio al Castello di San Giorgio sarà inoltre possibile visitare la mostra di sculture ordinate da Vittorio Sgarbi con Giancarlo Gentilini dell’Università degli Studi di Perugina, Rodolfo Signorini, dell’Accademia Nazionale Virgiliana e Italo Furlan dell’Università degli Studi di Padova. La mostra permette di illuminare i rapporti tra Mantegna e l’antichità, tra il classicismo di modello romano e il naturalismo di area padana, rappresentato da Niccolò dell’Arca e Guido Mazzoni. L’esposizione “Mantegna a Mantova” proseguirà a Palazzo San Sebastiano dove saranno esposti alcuni dipinti di artisti mantegneschi di primo piano, dal Bonsignori a Antonio da Pavia, e pregevoli copie dei trionfi di Cesare dal Mantegna di inizio Seicento che fanno parte delle collezioni permanenti del Museo della Città e nella Basilica di Sant’Andrea, dove si potranno ammirare altri due dipinti del sommo maestro, il Battesimo di Cristo e La Sacra Famiglia e la famiglia del Battista. Durante il soggiorno mantovano il Mantegna divenne pittore di fama sovranazionale, celebrato ed ammirato dai contemporanei, e lasciò a Mantova con il suo stile rivoluzionario una traccia indelebile - anche grazie al fondamentale ciclo dei Trionfi, oggi ad Hampton Court, di cui a Mantova sarà possibile ammirare una splendida copia seicentesca conservata presso il Museo della Città di Palazzo San Sebastiano – nonostante l’arrivo, sul finire dalla sua vita, di Isabella d’Este a corte, che orientò i suoi interessi artistici verso nuovi talenti. |
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